I così detti knowledge worker, o lavoratore della conoscenza,  sono stati fonte di studio fin dal 1959 quando Martin Feregrino cognò il termine in relazione ad un lavoratore che tramite l’informazione e lo sviluppo della conoscenza si è specializzato e migliorato sul luogo del lavoro.

Da allora molti hanno utilizzato e ridisegnato il termine: Toffler nel 1990 scrutando scienziati ed ingegneri al lavoro ( i così detti knowledge worker tipo) notò che dovevano avere gli strumenti adatti per poter creare, sviluppare e migliorare la conoscenza e gestire, alle volte, anche la conoscenza dei loro collaboratori.

 

Ma chi è realmente un knowledge worker? Un lavoratore della conoscenza è qualcuno dotato di grande inventiva e creatività, capacità di agire e risolvere, espressiva abilità comunicativa e rapido apprendimento del nuovo.

 

LA SEDIA PER KNOWLEDGE WORKER:

Madre Natura non ha pensato il nostro corpo per “tenerlo a sedere” per lunghi periodi, per questo motivo, un prolungato mantenimento di posizioni scorrette o troppo statiche indebolisce il benessere psico-fisico e compromette negativamente la produttività dei Knowledge. La stanchezza e la sensazione di scomodità, infatti, influiscono sulla capacità di concentrazione e quindi sulla creatività.

La soluzione più facile ed accessibile è possedere una sedia ergonomica, che stimola il movimento dinamico del corpo anche da seduto. Una seduta ergonomica dipende molto dalla possibilità di regolazione offerta: altezza del sedile, corretta altezza dello schienale, bracciolo regolabile in altezza e profondità, ottimo meccanismo di sincro per il movimento ed allungamento della schiena. 

 

 

Questo articolo è un approfondimento di “E’ meglio lavorare in un open space o in uffici isolati visivamente e acusticamente?”  pubblicati il 19-06-2012.

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About The Author

Martina De Nardi

Ufficio marketing. Opero con passione alla crescita del marchio Workstation Srl, azienda in cui lavoro da anni.